
L’IDENTITA’ ITALIANA A GUSTO IN SCENA
Provocazioni e nuove idee per promuovere la
cucina italiana, questo quanto emerso nel
talk show conclusivo dell'evento veneziano.
Si è conclusa con grande successo di
pubblico e di idee la 2° edizione di Gusto
in Scena, svoltosi a Venezia al Molino
Stucky Hilton Venice dall’1 al 3 marzo.
L'evento europeo che ha richiamato oltre
3500 visitatori tra addetti ai lavori,
giornalisti ed appassionati, ha visto nel
talk show di mercoledì 3 marzo una chiusura
che ha suscitato grande interesse. Tre gli
appuntamenti della manifestazione: I
Magnifici Vini, rassegna di aziende vinicole
di Italia, Austria, Francia e Slovenia;
Seduzioni di Gola, selezione di prodotti
gastronomici rari e preziosi, e Chef in
Concerto, dedicato ai grandi chef. Proprio
Chef in Concerto ha “messo al lavoro”
grandi chef attorno al tema dell’identità
della cucina italiana per arrivare ad un
pensiero comune. Forse questo risultato
non è stato ottenuto ma sono uscite delle
interessanti riflessioni nell’ambito del
talk show finale che si è aperto con la
risposta di Marcello Coronini:
“l’identità della cucina italiana è la
capacità dei nostri cuochi di aver
interpretato in passato, di interpretare
oggi e in futuro, con la loro creatività,
la più grande varietà di materie prime
esistente in Europa.” Durante il
dibattito che ha visto come conduttore
Marcello Coronini e come ospiti Fausto
Arrighi, Direttore Italia Guida Michelin e
Alfonso Jaccarino, si sono verificati
numerosi interventi.. Definire la cucina
italiana non è facile perchè’ ci portiamo
dietro l’eredità del Rinascimento che ha
visto la nascità di molte cucine legate alle
singole regioni, a differenza della Francia,
in cui dopo la Rivoluzione è nata una
cucina nazionale.. L’unico elemento che
unisce quindi l’Italia è la ricchezza di
materie prime e la capacità straordinaria
dei cuochi di interpretarle..Secondo
Coronini “storicamente sono le nonne, le
prime a valorizzare le materie locali visto
che 100 anni fa in ogni punto del nostro
paese si lavorava, per forza di cose, a
kilometro zero e si creavano piatti solo
con quello che offriva il territorio
circostante.. Ribadisce Alfonso Jaccarino
che le nonne sono state le prime
depositarie delle ricette italiane, mentre
successivamente sono i cuochi ad
interpretare e modernizzare la tradizione
allegerendola e adeguandola a un tipo di
vita diverso. Grazie a loro, nonostante le
difficoltà e le contaminazioni, l’Italia è
ancora il paese dove l’influenza etnica è
relativa, quello dove si mantiene un
carattere preciso. Un’eredità quella
delle nonne di cui i grandi chef sono
divenuti oggi i depositari, dal momento
anche che le donne dedicano sempre meno
tempo alla cucina.. Spetta ai cuochi
adoperarsi per valorizzare i prodotti rari e
speciali del territorio e farli conoscere in
modo che i piccoli produttori possano
continuare a lavorare.. Secondo Fausto
Arrighi, tuttavia, la ricerca degli chef
spesso non viene del tutto capita dal
consumatore, che ancora non apprezza come
dovrebbe la grande cucina.
Diventa molto importante educare il
consumatore e fargli capire che una cucina
di un certo livello ha un costo adeguato.
Arrighi fa giustamente un paragone con la
Francia dove chiunque ritiene importante
almeno una volta all’anno pranzare in un
grande ristorante.
Per promuovere questa crescita è nato Gusto
in Scena che, in un solo luogo, ha
richiamato migliaia di visitatori offrendo
loro la possibilità di conoscere vini
straordinari a I Magnifici Vini, prodotti
rari a Seduzioni di Gola e ad avvicinarsi
alla ristorazione di eccellenza con Chef in
Concerto. I numeri di questo successo,
3500 visitatori, sono la dimostrazione che,
anche se il consumatore forse non è ancora
del tutto preparato, il suo interesse è alto
e va coltivato con eventi come questo.
Anche per questa seconda edizione, Marcello
Coronini ha dato ampio spazio ai giovani,
ospitando gli allievi di alcuni istituti
alberghieri del territorio e, come nel 2008,
un gruppo di Jeunes Restaurateur D’Europe
che, attraverso la collaborazione del
presidente Emanuele Scarello, sono stati
informati dell'evento.
Gusto in Scena ha, infine, portato
un’interessante prospettiva internazionale,
grazie alla partecipazione a Chef in
Concerto di cuochi di Spagna, Austria e
Slovenia. Da quest’ultimo paese è venuta una
provocazione: la proposta della chef
stellata Ana Ros di una ricetta a base di
carne d’orso. Una proposta che ha forse
scioccato qualcuno ma che ha offerto anche
ai grandi chef presenti in sala una
dimostrazione di come la ricerca possa fare
riscoprire materie prime oggi divenute
inusuali ma che fanno parte della tradizione
culinaria di un paese.
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